I molti effetti del COVID-19: importanti, correlati e concentrici

di Claudio Maria Maffei, pubblicato da Thomas Iosi

Proviamo a ragionare sugli effetti del COVID-19 e sulle relazioni che li regolano perché questo ci potrà aiutare a delimitare il perimetro delle azioni da intraprendere e selezionare quelle più importanti. Meglio dire subito dove vogliamo andare a parare: se si vuole intervenire per “riparare” agli effetti di una epidemia come quella in corso o per ridurre gli effetti di una sua eventuale ricorrenza occorre tenere conto che l’impatto del COVID-19 va molto al di là degli effetti sanitari diretti. Per dirne una (peraltro tra le più importanti) basti pensare agli effetti della epidemia sui problemi (e quindi sui servizi) dell’area della salute mentale. Proviamo allora a definire le diverse tipologie di effetti della circolazione epidemca del COVID-19 immaginandoli come i cerchi concentrici fatti da un sasso ( e che sasso!) gettato nell’acqua:

 

  1. effetti sanitari direttamente attribuibili: casi di COVID-19 certi o presumibili;

 

  1. effetti sanitari indirettamente attribuibili: aggravamento di malattie croniche o di condizioni acute trascurate a seguito della circolazione epidemica del virus;

 

  1. effetti sulla qualità dei servizi socio-sanitari: abbassamento degli standard assistenziali nelle aree della fragilità sociale e sanitaria;

 

  1. effetti sociali con riflessi importanti sulla salute e sull’uso dei servizi sanitari: solitudine ed impoverimento.

Riprendiamo una alla volta con degli esempi queste tipologie di effetti.

 

Per quanto riguarda gli effetti sanitari direttamente attribuibili essi ricomprendono tutti i casi indipendentemente dalla loro gravità e indipendentemente dalla diagnosi di certezza. Quindi sono ricompresi sia quelli paucisintomatici che quelli causa di ricovero in terapia intensiva o addirittura di decesso. E sono ricompresi tutti quei casi che “sappiamo” essersi verificati e che non è stato possibile documentare da un punto di vista microbiologico.

 

Per quanto riguarda gli effetti sanitari indirettamente attribuibili, è già stato segnalato l’aumento dei decessi per infarto, come l’abbassamento della qualità dell’assistenza ai pazienti oncologici. Si tenga presente che tutta la “normale” attività sia territoriale che ospedaliera è stata fortemente penalizzata durante tutta la prima parte dell’epidemia (si pensi alla sospensione o forte riduzione della attività chirurgica programmata).

 

Per quanto riguarda gli effetti sulla qualità dei servizi socio-sanitari, si pensi ad esempio alle chiusure dei Centri Diurni nell’area delle demenze e ai problemi sollevati in una intervista a Fabio Ragaini qui sul nostro blog.

 

Per quanto riguarda gli effetti sociali con riflessi importanti sulla salute e sull’uso dei servizi sanitari, come già anticipato e prevedibile i problemi nell’area della salute mentale si incrementano di molto in periodi come questo. Quanto all’effetto diverso del COVID-19 in rapporto alle classi sociali rimandiamo a questo contributo.

 

A cosa serve questa distinzione tra le diverse tipologie di effetti di una epidemia di COVID-19? Quali possono essere le sue implicazioni pratiche? Ne nominiamo 4, ma se ne potrebbero trovare molte altre:

 

  1. la prima e più importante ricaduta riguarda l’aiuto che ci dà questa modalità di analisi nel capire che quello che si vede di più di una epidemia di COVID-19 (i casi di malattia) è la classica, e banale, punta dell’iceberg: quello che non si vede spesso è molto di più;

 

  1. la seconda ricaduta è sulla necessità di investire moltissimo sulla prevenzione che minimizza gli impatti a tutti i livelli. Con una particolarità: la prevenzione centrata sul distanziamento ha a sua volta costi sociali molto alti, che vanno attentamente bilanciati con quelli di altra natura;

 

  1. la terza ricaduta riguarda la necessità che i piani per la gestione di una eventuale (ri)emergenza epidemica coinvolgano la totalità dei servizi sanitari e sociali in modo da creare la possibilità di una continuità dell’assistenza anche in caso di “riaccensione” della epidemia (tipo “gruppo elettrogeno”) non solo in ospedale, ma anche sul territorio;

 

  1. la quarta ricaduta riguarda la individuazione degli investimenti da fare per organizzare una sanità “a prova di COVID-19”, investimenti che debbono coprire tutte le dimensioni del suo impatto ed essere pesati in rapporto al loro costo ed al loro beneficio complessivo (sicuramente investire sulle terapie intensive ha costi molto alti e benefici molto ridotti).

 

Insomma, la lotta al COVID-19 ci richiede di guardare al di là della malattia per occuparci di tutto il sistema sociale e sanitario dentro cui anche (e sottolineo anche) questa problematica deve trovare risposta. Un sistema socio-sanitario buono per il COVID-19 è buono per tutto il resto e viceversa.


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